ho un sassolino nella scarpa, ahi!

Un paio di volte in autobus passando davanti alla Basilica di San Pietro ho sentito il commento di adolescenti ambosessi: Vaticano, se ci entri non ne esci vivo, guarda Emanuela Orlandi.

Quello che mi sciocca è la mancanza di senso critico:

Non so cosa sappiano realmente della scomparsa di una loro coetanea prima della loro nascita.

Non capisco come davanti alle opere meravigliose di Michelangelo, del Bernini, solo per citare i più conosciuti, l’unica cosa che venga in mente sia la tragica sparizione.

Più di duemila anni di storia, per carità con più ombre che luci, se si vuole concedere, liquidati in un secondo.

Ho finito di leggere L’ho uccisa perché l’amavo, Loredana Lipperini e Michela Murgia sul femminicidio e i luoghi fin troppo comuni.

Alle fermate dell’autobus i cartelloni pubblicitari ringraziavano le partigiane e madri costituenti in occasione della Festa della Liberazione del 25 aprile.

Bello! Finalmente! Le donne riconosciute nella storia, la storia delle donne! Peccato che come al solito erano volti belli, idealizzati, sorridenti quelli mostrati. Di certo non rendevano conto del dramma vissuto, della guerra fratricida …

Sto leggendo La resistenza taciuta. Le combattenti nella guerra di Liberazione italiana di Massimo Canuti, volumetto (per dimensioni) de La Storia delle Donne del Corriere della Sera.

Mi è venuta la voglia di curiosare nella storiografia contemporanea cosa e se c’è qualcosa di nuovo.

E poi per proseguire con la mancanza di senso critico, luoghi comuni, educazione scolastica “standardizzata”, ho letto Rione Serra venerdì. Imma Tataranni e le trappole del passato di Mariolina Venezia.

Le trappole sono gli eccidi con la cancellazione di interi paesi e spinta alla migrazione nel Sud d’Italia perpetrati dal neonato governo dell’altrettanto neonata Italia unita.

A proposito del rovescio della medaglia del mito del Risorgimento e del nuovo Stato mi vengono i mente due bei romanzi: I sicari di Trastevere di Roberto Mazzucco e L’Architettrice di Melania G. Mazzucco.

Ciclamini, orchidee …

Dopo un mese di assenza, finalmente sono tornata alla mia casa in Umbria.

Mi sono arrabbiata nuovamente per la morte di una delle gatte che vivono da me.

La mattina quando aprivo le finestre mi aspettava sull’albero.

Fin da quando ero bambina con i miei ci occupavamo dei cuccioli e trovatelli che arrivavano.

La loro compagnia ha riempito la mancanza di fratelli e sorelle biologici prima e della morte dei miei genitori poi.

Ho finito di leggere La brace dei Biassoli di Mario Tobino.

La madre torna a vivere nella sua casa d’infanzia, unica sopravvissuta della sua famiglia d’origine.

Negli ultimi giorni di agonia riporta in vita con la memoria tutte le persone che popolavano la casa.

Il figlio vive con lei la fine, la condivisione è talmente forte che si ammala anche lui.

Poi, al cimitero per approntare la tomba, vede il corpo intatto dello zio, eternamente giovane, com’era quando è morto.

Similitudini con la mia casa in Umbria, che alla morte di mio padre ho dovuto affittare per poterla mantenere, alcune volte arrivavo a fine mese con un euro nel portafoglio.

Ho portato con me a Roma due gatti che riempivano il vuoto di casa quando tornavo dal lavoro.

Lo scorso anno ho ultimato la tomba dei miei in montagna, come loro desiderio, andando a rafforzare il legame affettivo con la mia casa umbra.

Ho finito di leggere anche Lezioni sull’odio di Michela Murgia.

Grazia Deledda eredita la casa paterna e la vende per cancellare la memoria di tutto il male che ha subito dalla famiglia e dal paese.

dall’uovo di pasqua

Un paio di giorni fa ho svolto la visita guidata ai Musei Vaticani con due famiglie greche.

Data la presenza dei bambini, che costituivano la metà del piccolo gruppo di otto persone, i genitori traducevano dall’inglese al greco.

Dopo più di due ore, alla fine, la sensazione era che la mia testa fosse stata centrifugata.

Però, ancora una volta, nonostante il caos, la straripante meraviglia dei Musei Vaticani ha colpito ancora.

Arrivati nella Sala delle Muse, guardando la volta affrescata da Tommaso Conca, ecco lì: οἱ πλεῖστοι ἄνθρωποι κακοί (hoi pleistoi anthropoi kakoi, la maggior parte degli uomini è cattiva).

Così Biante di Priene, uno dei Sette Sapienti.

Dalla parte opposta c’è anche il suggerimento γνῶθι σ(ε)αυτόν (gnothi s(e)auton, conosci te stesso). Come a dire: la maggioranza sarà pur cattiva, ma tu sai da che parte stai?

Si parla di democrazia, nella sala sono presenti erme non solo di filosofi, ma anche di Pericle e Solone.

Così il Settecento riuniva filologicamente la filosofia, le arti, la politica, collegando i reperti archeologici con la decorazione pittorica e la sequenza degli ambienti attraverso la citazione dell’Apollo del Belvedere dal Cortile Ottagono.

Si prosegue con la Sala Rotonda ispirata dall’ecumenico Pantheon dell’imperatore Adriano.

Così passo passo arriviamo all’oggi, domenica della Divina Misericordia, quella dopo Pasqua.

Per non dare ragione a Biante e ricordare, invece, tutto ciò che testimoniano le meraviglie dei Musei Vaticani e vivere la misericordia e non la guerra, perché non collegare tutto alle parole del padrone di casa, papa Leone XIV?

È possibile costruire la pace … vivere tutti insieme con tutti i popoli di tutte le religioni, di tutte le razze …

due mario e una mariolina

La verità sul caso Motta è il secondo romanzo di Mario Soldati che sto leggendo dopo L’Attore. Con pochi, brillanti e sapienti tocchi delinea la psicologia dei personaggi e li dispone sulla scena. Emerge il lavoro nel cinema e nella televisione. Mario Soldati è una mente brillante che guarda, capisce profondamente, descrive l’anima nei minimi dettagli. È critico, ma non giudica. Osserva e si sente parte della realtà, anche quella meno edificante. Se ne tiene lontano in qualche modo, ma non rinuncia a vivere un ambiente che può essere decisamente ostile.

La brace dei Biassoli di Mario Tobino esprime in poesia i ricordi d’infanzia e le persone della famiglia, dove la madre è la protagonista principale. Ho letto qualche pagina de Le libere donne di Magliano e anche nel più scarno appunto o considerazione legati alla professione medica, la più povera e triste realtà è sempre ammantata di poesia. Uno sguardo pietoso, profondamente empatico, che comprende nel profondo anche la miseria più grande e la sublima e riscatta con la poesia. Riuscendo a vedere l’impercettibile soffio della bellezza nella più cupa disperazione. Mario Tobino è stato uno psichiatra. Gli unici studi universitari che, fino al momento, non ho completato, sono quelli di medicina. Avrei voluto specializzarmi in ricerca e psichiatria. Non si deve necessariamente scegliere tra una cosa e l’altra. Si possono vivere le mille vite delle nostre vocazioni. È questo che mi fa amare follemente questo autore.

Come piante tra i sassi di Mariolina Venezia è il primo dei libri che vedono protagonista Imma Tataranni. Una volta di più un’ottima sceneggiatura (o sceneggiatrice) non può che dar vita ad un libro altrettanto. Inutile dire che ho comprato anche gli altri libri sul sostituto procuratore, sono cinque e mi manca solo il quarto.

Bebelplatz di Fabio Stassi lo sto centellinando. Questo itinerario alla ricerca dei libri di autori italiani bruciati dai nazisti è per me la cronaca delle guerre che stiamo vivendo ora. Ma anche un ennesimo percorso letterario. Uno dei miei prossimi acquisti sarà Fontamara di Ignazio Silone che non ho tra i libri di mia madre.

Lezioni sull’odio di Michela Murgia mi hanno fatto pensare all’Inferno di Dante e in particolare al conte Ugolino …

quaresima

È una (l’ennesima ?) Quaresima di guerra e di morte e la misericordia arriva sotto forma di libri:

Ho scoperto Mario Soldati e Mario Tobino (grazie allo sceneggiato Le libere donne). I libri di scrittori del Novecento di mia madre. Con loro, grazie a loro, torna la memoria e la presenza di lei. La consapevolezza, la bellezza, le passioni di sempre.

Due Mario e una Mariolina (Venezia) autrice di Imma Tataranni. Chissà se quella cartacea mi piacerà tanto quanto quella televisiva?!

Oggi è una bellissima domenica: la Maratona di Roma è passata sotto casa.

Ho aspettato un’ora per poter attraversare la strada. A veder passare il mondo e io ho corso con lui, non potendo di re di no.

Ho potuto correre non potendolo fare fisicamente come molti altri.

Poi ho attraversato la strada e sono andata a dire NO. Quello che oggi si poteva dire.

Oggi è una bella domenica!

tre agende

Ho ricevuto tre agende e ho pensato che dovrò vivere molto intensamente per riempirle tutte.

Tre vite?

Poi ho pensato che in realtà già lo faccio, l’ho sempre fatto.

Lavoro, tirocinio del secondo anno della Scuola di biblioteconomia della Biblioteca Vaticana, ricerca presso l’Archivio Apostolico e del Dicastero delle Cause dei Santi per il dottorato.

Le case e, quando mi rimane un briciolo di tempo e di forza, disegno e pianoforte e yoga e …

… a teatro per l’Epifania e ieri al cinema …

… e questo sito che vorrei un po’ più attivo, con commenti sull’attualità …

Natale e capodanno

Questo vuole essere il mio personale Te Deum di ringraziamento per questo Anno Giubilare vissuto intensamente e coscientemente a differenza di quelli passati.

In ordine alfabetico parte dei doni del 2025:

Amici alcuni vecchi ritrovati e qualcuno nuovo

Cucina nuova a Fontanelle

Gatti 4, madre e tre cuccioli a Fontanelle in cogestione

Libreria a Fontanelle e tanti tanti libri


Pasqua 2025

Oggi 21 aprile 2025 lunedì dell’Angelo o Pasquetta, è morto Papa Francesco.

Si conclude così questa Pasqua 2025: strana, concitata, senza Umbria.
Nonostante tutto anzi no, basta, nonostante niente!

È stata una bella Pasqua in famiglia grazie a mio cugino e alla sua famiglia.

Con passeggiate, cibo e tutto!

Anche il Giubileo procede bene con tanti passaggi di Porte Sante nelle bellissime basiliche condivise con i pellegrini con il mio lavoro di guida.

Forse ora ci sarà una pausa, ne approfitterò per studiare, riordinare, riposare.

Il premio

Era un giorno come tanti. Ancora una volta mi stavo affidando alla volontà e alla voglia di fare pur non avendo tempo né forze. Stavo ripulendo il balcone dalle foglie e i vasi dall’ortica e dalle altre piante infestanti, quando, eccolo lì, all’improvviso, il premio: tra gli sterpi secchi della peonia che mi ero comprata da sola con tanto amore e tanta soddisfazione, che mi ero rifiutata di buttare, due getti nuovi con i loro boccioli!

Era domenica e le associazione dei Salesiani per il sociale vendevano le violette di Don Bosco per finanziarsi:

“Fare il bene senza comparire. La violetta sta nascosta ma si conosce e si trova grazie al suo profumo”.


E poi la telefonata che sblocca il mio dottorato. Per me la pandemia finisce veramente solo adesso. Così come il dolore grande, non mio, ma vissuto di riflesso. La rabbia, la frustrazione, tutto via, tutto finito: la peonia rinata, la violetta di Don Bosco, il dottorato finalmente sbloccato, per non parlare della Scuola di Biblioteconomia con il tirocinio in preparazione, i lavori per i corsi e il fantastico sito che sto componendo: ecco il premio alla costanza, alla fiducia, alla volontà nonostante tutto!

Film e colonna sonora di oggi

Allacciate le cinture di Ferzan Özpetek è un film bellissimo che parla di un amore assoluto, ma senza un senso logico.

Vissuto, si salva e salva nella sua imperfezione perfetta.

A mano a mano, come la bellissima canzone di Rino Gaetano, tutto va al suo posto e trova il suo senso, anche la morte, pacificata dall’amore.

Un amore reale, che sa vivere la malattia e la fragilità in modo semplice e senza retorica. Proprio per questo e in questo assoluto e totale, anche nelle sue mancanze.

La canzone è parte della bella colonna sonora che accompagna l’innamoramento fatto di sguardi, i momenti comici e i momenti drammatici.

Gli attori sono tutti belli e misuratamente perfetti. Valorizzati in ruoli insoliti, che non gli sono consueti.

È ambientato nella bellissima Lecce, come da immagine di copertina.

È un film struggente, forte, drammatico e, soprattutto, aperto alla speranza.

Misurato e curato in tutto, ma non banale.

Ci si può ritrovare nel quotidiano, come nel sogno.