La verità sul caso Motta è il secondo romanzo di Mario Soldati che sto leggendo dopo L’Attore. Con pochi, brillanti e sapienti tocchi delinea la psicologia dei personaggi e li dispone sulla scena. Emerge il lavoro nel cinema e nella televisione. Mario Soldati è una mente brillante che guarda, capisce profondamente, descrive l’anima nei minimi dettagli. È critico, ma non giudica. Osserva e si sente parte della realtà, anche quella meno edificante. Se ne tiene lontano in qualche modo, ma non rinuncia a vivere un ambiente che può essere decisamente ostile.
La brace dei Biassoli di Mario Tobino esprime in poesia i ricordi d’infanzia e le persone della famiglia, dove la madre è la protagonista principale. Ho letto qualche pagina de Le libere donne di Magliano e anche nel più scarno appunto o considerazione legati alla professione medica, la più povera e triste realtà è sempre ammantata di poesia. Uno sguardo pietoso, profondamente empatico, che comprende nel profondo anche la miseria più grande e la sublima e riscatta con la poesia. Riuscendo a vedere l’impercettibile soffio della bellezza nella più cupa disperazione. Mario Tobino è stato uno psichiatra. Gli unici studi universitari che, fino al momento, non ho completato, sono quelli di medicina. Avrei voluto specializzarmi in ricerca e psichiatria. Non si deve necessariamente scegliere tra una cosa e l’altra. Si possono vivere le mille vite delle nostre vocazioni. È questo che mi fa amare follemente questo autore.
Come piante tra i sassi di Mariolina Venezia è il primo dei libri che vedono protagonista Imma Tataranni. Una volta di più un’ottima sceneggiatura (o sceneggiatrice) non può che dar vita ad un libro altrettanto. Inutile dire che ho comprato anche gli altri libri sul sostituto procuratore, sono cinque e mi manca solo il quarto.
Bebelplatz di Fabio Stassi lo sto centellinando. Questo itinerario alla ricerca dei libri di autori italiani bruciati dai nazisti è per me la cronaca delle guerre che stiamo vivendo ora. Ma anche un ennesimo percorso letterario. Uno dei miei prossimi acquisti sarà Fontamara di Ignazio Silone che non ho tra i libri di mia madre.
Lezioni sull’odio di Michela Murgia mi hanno fatto pensare all’Inferno di Dante e in particolare al conte Ugolino …

