L’anno passato e l’anno che verrà

Sono molte le cose dell’anno passato che, spero, continueranno a produrre i loro frutti nel Nuovo Anno.

I miei fantastici occhiali nuovi, che siano tanti di diverso colore, per guardare il mondo sempre meglio.

Prima di tutto il lavoro: lo scorso hanno ho rilanciato la mia professione di guida turistica. Sono molto soddisfatta della collaborazione con diverse società.

Tornare ad essere guida interna dei Musei Vaticani è un tornare a casa, ma con un percorso di crescita che non si è interrotto. Continuità in progressione quindi.

Ho anche un secondo lavoro, totalmente altro, con una persona meravigliosa e fragile. Sto imparando molto.

Ho rinnovato la domanda per supplenze scolastiche.

Impegno, soddisfazione e anche stanchezza.

Spero che il Nuovo Anno sia leggero così da poter essere sostenuto e portato avanti da colorate ali di farfalla.

John Gibson attr., Psiche trasportata dagli Zefiri, XIX sec., marmo, Roma, Galleria Corsini.

Anche la Scuola di Biblioteconomia presso la Biblioteca Apostolica Vaticana continuerà. L’agenda della Biblioteca sarà il registro degli avvenimenti familiari del Nuovo Anno.

L’agenda non è solo mia, ma anche di mio marito e della nostra gatta Salli. Il primo evento da registrare è il battesimo del bellissimo bambino di nostra nipote nato a fine luglio scorso.

Ieri ho acquistato altri due libri della mia interminabile lista. Scalpito nell’attesa di completare la collezione dei testi di Michela Murgia!

La gatta sembra proprio Salli!

To be continued!

Regali di natale

Tra tutti i bellissimissimi regali ricevuti il libro che mi ha regalato mio marito ha un posto speciale.

L’agenda e il quaderno della Biblioteca Apostolica Vaticana sono regali che ho fatto a me stessa insieme allo shopper. Anche se poi ho deciso che pure l’agenda sarà condivisa. Se il progetto andrà in porto lo si vedrà anche qui.

Altri sette quaderni e quattro shoppers li ho regalati per condividere l’esperienza della Scuola di Biblioteconomia della medesima biblioteca per me particolarmente bella e importante.

Come sempre gli oggetti incarnano un mondo di sentimenti e avvenimenti.

To be continued!

Michela murgia ed io

Durante una particolarmente fortunata incursione in libreria dell’estate passata, ho scoperto il (mio) mondo (me stessa) Michela Murgia.

Quello che percepivo strano in me, soprattutto attraverso gli occhi degli altri è improvvisamente diventato ovvio, palese, scontato, naturale.

Ciò che non può che essere così: completo, conseguente.

Un emergere alla coscienza pacificato.

Nell’immagine di copertina i libri che ho acquisito finora.

Come si vede nell’immagine sottostante, non ho solo intenzione di collezionare tutto quello che riguarda Michela Murgia, ma anche tutto quello che cita.

Mondo nel mondo questo Evdokímov citato e testimoniato in Michela Murgia, God save the queer. Catechismo femminista, Torino, Einaudi, 2022.

Purtroppo lei non c’è più, un’altra persona che ho scoperto troppo tardi.

Per fortuna però ci sono anche dei podcast.

To be continued!

Come prima più di prima

Ieri, 20 dicembre 2024, ho firmato il contratto per tornare guida interna dei Musei Vaticani.

Prima della firma, la lezione-incontro, parte del corso per le nuove guide, con Sr. Emanuela Edwards delle Missionarie della Divina Rivelazione, responsabile dell’Ufficio Attività Didattiche dei Musei Vaticani.

Cartellina con quaderno, matita e riproduzione della Trasfigurazione di Raffaello, parte della lezione-incontro di Sr. Emanuela.

Esempio di lettura di un’opera d’arte seguendo l’episodio evangelico rappresentato: la Trasfigurazione di Raffaello nella Pinacoteca Vaticana.

La Trasfigurazione e l’episodio della guarigione del fanciullo indemoniato sono narrati nei Vangeli sinottici:

Matteo 17, 1-8 e 14-20; Marco 9, 2-8 e 14-28; Luca 9, 28-43.

La testimonianza oculare nella Seconda Lettera di Pietro 1, 16-18.

Nella parte superiore del dipinto la Trasfigurazione di Cristo: volto luminoso e veste di un bianco abbacinante. Dialoga con Mosè ed Elia. A di sotto, sul monte, i discepoli Pietro, Giacomo e Giovanni sono stupiti e impauriti.

In basso, la discussione animata dei Discepoli, incapaci di guarire il ragazzo indemoniato, che guarda verso l’alto e con il braccio sollevato riporta l’attenzione al Cristo, che con le braccia spalancate, preannuncia la Passione. Mentre con le gambe, sembra incedere, come nel suo ritorno alla fine dei tempi.

Oggi, 21 dicembre 2024, ho inoltrato la richiesta di iscrizione nell’Elenco Nazionale delle Guide Turistiche.

Tutto sempre estremamente riassunto. Tante cose vanno perse.

È vero che un sito non è un diario, che pure è sempre una versione limitata di un’esistenza!

Una visone limitata che cercherò il più possibile di ampliare e collegare con cose ed esperienze apparentemente slegate tra loro.

Avanti passo dopo passo

È cominciato lunedì 7 ottobre 2024 il corso della Scuola di Biblioteconomia della Biblioteca Apostolica Vaticana (dove, a scanso di equivoci, partecipo come studente).

Finalmente!

Questi passi sembrano tanto lenti, ma a guardare bene non sono neanche tanto piccoli!

Soprattutto è difficile far capire come il mio percorso di vita e di studi, non solo sia un tutt’uno, ma cose apparentemente lontane e diverse in realtà sono connesse e non così lontane e diverse!

Altrettanto difficile far capire che non c’è un punto d’arrivo o una ripetizione, ma un continuo, incessante arricchimento.

Non c’è una perdita di tempo o, quel che sembra più preoccupante ai più, denaro.

Non c’è ripetizione nel mio ormai ricco curriculum. Le discipline vengono approfondite. Dove c’è carenza subentra e supplisce l’invenzione nel senso di scoperta.

Tra le cose più belle e importanti del corso il Seminario di inclusione. così legato alle mie esperienze recenti e al mio secondo lavoro, ma soprattutto alla vita e all’esistenza in quanto tali.

Alcuni testi del Seminario di inclusione legati alle esperienze e visite effettuate oltre che alle tematiche.

Il libro di Vincenzo Paglia porta alla coscienza e mette insieme concetti ed eventi che magari già conosciamo, ma non consideriamo o esaminiamo in modo esauriente.

È bello anche come oggetto, ha una confezione curata ormai insolita nell’oggetto libro. Per questo ha un sapore antico. La copertina è un cartoncino ruvido color panna. Risaltano le mani che si tengono, disegnate a matita, contribuiscono a quel calore che emana, tattile, dalla carta. Illustrano il concetto chiave del testo che, solo con la solidarietà, si può vivere la fragilità comune a tutti. Solidarietà che è, appunto, la forza della fragilità. Anche all’interno l’impaginazione e i materiali sono curati e molto piacevoli al tatto, alla vista, all’olfatto e all’udito.

Altrettanto vitali e importanti per vivere e capire il presente in continuità e riscoperta del passato, i libri di Luciano Floridi sempre grazie alla Scuola di Biblioteconomia.

To be continued!

Le avventure di salli

La gatta sul tetto che scotta

Da quando questa piccola meraviglia felina è entrata nella mia vita, ha portato con se un’allegra e gioiosa vivacità: puro argento vivo.

Corre e gioca in modo scatenato.

Si butta nelle cose con fiducia e intelligenza.

Ha energia e abilità.

Il suo pelo è nero e lucidissimo.

Gli occhi sono gialli e si vedono solo loro.

Tranne quando miagola, allora spuntano le perfette perline bianche dei denti e la rossa linguetta.

Anche il suo leggiadro musetto è nero.

Salli non sa cosa sia la sfortuna.

È felice di essere viva.

Di essere così com’è.

Ed esserlo al meglio.

Io voglio imparare da Salli.

È il mio alter ego.

Dall’uovo di Pasqua

Tante le sorprese dell’uovo di Pasqua:


Serenità di una Pasqua in famiglia con mio cugino con moglie e figlia e con mio marito e la nostra nuova straordinaria gattina.

Scoperta e riscoperta di alcune delle bellezze di Roma.

Testaccio e il Cimitero Acattolico, Aventino

Triduo con Via Crucis al Monte dei Cocci

Passeggiata Circo Massimo, Fori Imperiali, Piazza Venezia e Via del Corso

Porta Portese

Messa di Pasqua a San Paolo fuori le Mura

Libri

Piante

Fine della nostalgia, ispirata dalla fioritura del Cimitero Acattolico, la nuova camelia dono di mio cugino con moglie e figlia

e tanto altro!

Finalmente una peonia tanto desiderata, acquisto ispirato dalla fioritura del Cimitero Acattolico

Buon Natale

Il primo dono di questo Natale è lei, la piccola gatta della foto. Mancava la vivacità e l’allegria che portano i cuccioli e gli animali in generale.

Il presepe della parrocchia di Santa Maria Liberatrice a Testaccio, Roma.


Grande dono la visita del mio cugino gemello, come se non fosse abbastanza con il suo più di un metro e ottanta con i regali, la lampada dell’immagine copertina e le scatole dal contenuto prezioso: i golosi biscotti fatti dalla moglie.

E siamo ancora al 24!!! … Da continuare …

Una inattesa scoperta: Borgo e Chiesa di san Lazzaro, uno scampolo della Roma Medievale

È tanto che non aggiorno il sito, non che non siano successe tante cose belle e brutte nel frattempo.

Il tempo vola in un continuo ricominciare da capo dopo delusioni e cambiamenti più o meno improvvisi.

Ieri, come al solito, ero molto in anticipo sull’orario dell’appuntamento preso. Così ho deciso di concedermi una piccola passeggiata senza meta.

Dopo qualche centinaia di metri e pochi passi un cartello indicava la chiesa di san Lazzaro in Borgo XII sec. L’ho seguito lasciandomi alle spalle il traffico della Circonvallazione Trionfale e inoltrandomi in un vicolo senza uscita e nel medioevo di Borgo san Lazzaro.

Un salto nel tempo e nello spazio di uno dei rari lacerti rimasti della Roma Medievale, nascosto e perso nella città contemporanea.

Un borgo che parla di lebbra e di isolamento. Il nome lazzaretto indica il luogo di confinamento fuori della città dei malati di lebbra. Proviene da Lazzaro, che è il povero coperto di piaghe che muore e va in paradiso dove viene raggiunto dalla preghiera disperata del ricco finito invece all’inferno (Luca, 16, 19-33). Ma è anche (seppure per confusione) l’amico resuscitato da Cristo (Giovanni 11, 1-44). Simbolo di una resurrezione, drammatica sì, ma comunque un ritorno alla vita.

Il borgo risulta oggi isolato e nascosto alle spalle del Tribunale di piazzale Clodio, alle pendici di Monte Mario.

I restauri degli anni Settanta non hanno contribuito a chiarire la complessa stratificazione della zona, ne hanno anzi in qualche modo imbrogliato le tracce.

In epoca romana qui passava e anche oggi la toponomastica ce lo ricorda, la via Trionfale. Il territorio era occupato da cimiteri, sepolture e ville rustiche.

In epoca cristiana, la vicinanza della basilica di san Pietro in Vaticano, ne facevano un luogo di passaggio obbligato dei pellegrini che percorrevano la via francigena. E in occasione del Giubileo.

Secondo la tradizione (non comprovata da documentazione certa) un pellegrino francese guarito dalla lebbra fondò la chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena e forse anche il lebbrosario alla fine del XII sec. Intorno al 1480 si collocherebbe il passaggio di intitolazione a san Lazzaro. Il lazzaretto sarebbe il primo in Europa.

La chiesa rimase a capo di un’importante parrocchia fino al XIX sec. Non ho ancora visitato l’interno che dovrebbe essere accessibile in occasione della messa domenicale alle 10.30.

Compare anche in un acquerello di Achille Pinelli.

Nella chiesa di san Lazzaro costruita su via Marmorata presso l’arco in mattoni tuttora esistente, venivano raccolte le offerte per il sostentamento del lebbrosario di Borgo san Lazzaro.

Per approfondimenti e bibliografia:

M.R. Coppola, F.M. Marchesini, M.P. Grippa Rosati, La chiesa di San Lazzaro presso la via Trionfale a Roma, in «Mélanges de l’Ecole française de Rome» 2 (1985), 555-603;

C. Serarcangeli, Modello di un ospedale perduto: il plastico del lebbrosario di san Lazzaro, in «Medicina nei secoli arte e scienza» 1 (2002), 259-266.