31 maggio domenica della Trinità e di santa Maria Liberatrice a Testaccio

La chiesa della mia parrocchia, agli inizi del Novecento, ha ereditato il titolo della barocca fatta saltare con le bombe per riportare alla luce Santa Maria Antiqua al Foro Romano.

Il titolo latino completo è Santa Maria libera nos a poenis inferni.

Liberatrice è per me il titolo più bello.

Libertà dai piccoli e subdoli inferni quotidiani che, come pezzi di un puzzle, vanno a comporre la dannazione più totale.

Vorrei il coraggio di lottare sempre e comunque.

Di affrontare il dolore che il coraggio e la lotta scatenano dentro e fuori.

Penso a Michela Murgia, ma anche ai personaggi dei libri, dei film, della tv, che accompagnano il mio quotidiano.

In particolare in questo momento i miei eroi sono Imma Tataranni e Reacher.

Quest’ultimo è un cristone di oltre un metro e novanta che vive solo con i vestiti che indossa (seri e preoccupanti dubbi sul cambio delle mutande), non ha casa e porta con se solo lo spazzolino da denti.

Quando incontra, o meglio si scontra, con palesi ingiustizie (gli fanno fuori il fratello, gli amici) semplicemente ammazza i responsabili.

Quanto mi sento alta spesse volte!

Io sono san Tommaso che non crede finché non tocca, sono Marta, che oberata si lamenta, sono il fratello maggiore del figliol prodigo …

Domenica di Pentecoste ai Musei Capitolini

Mi sono svegliata con una insolita energia: è il momento giusto per andare vedere la mostra Vasari e Roma.

Tornare al mio amore per la storia dell’arte dopo aver privilegiato, negli ultimi tempi, la letteratura del Novecento e contemporanea soprattutto.

In questo momento mi sta accompagnando Ecchecavolo. Il mondo secondo Imma Tataranni di Mariolina Venezia, in particolare Gli smontatori sul cambiamento e stravolgimento architettonico a puro scopo di lucro.

Io e mio marito abbiamo raggiunto a piedi i Musei Capitolini che abbiamo ripercorso tutti, non solo le sale dedicate alla mostra su Vasari.

La magica atmosfera del Tabularium con l’affaccio sul Foro Romano e sul Palatino.

Tante foto, come ritrovare amici di vecchia data. Anche se alcune nuove collocazioni non mi convincono del tutto.

Bella anche la piccola mostra sugli angeli: prodigioso il dipinto di Pietro da Cortona!

Siamo passati al piccolo mercato davanti alla chiesa di Santa Anastasia al Palatino e poi a casa.

Ieri mio marito è andato a Frascati a vedere le mostra di scultura di un suo amico. Mi ha portato la Pupazza la tipica bambola al miele. Quando ero piccola andavo con mia nonna, sarta di alta moda, a comprare bottoni, stoffe e fodere nei negozi del centro. Tappa fissa era il bar dove mi comprava la Pupazza di Frascati.

A messa nella chiesa di Santa Maria Liberatrice, dove andavo con mia nonna, c’è la pala d’altare di sant’Anna che insegna a leggere a Maria bambina. Ero convinta che il dipinto raffigurasse mia madre e mia nonna. Lo rivedo e guardo sempre con molto piacere e forse lo credo ancora che raffiguri le due donne più importanti della mia vita.

Domani e dopodomani il convegno su san Francesco d’Assisi, gli archivi poi di nuovo a lavoro ai Musei Vaticani.

Ho scoperto che questo senso di rigenerazione vacanziera, dopo momenti di crisi da stanchezza e sfinimento, non è affatto strano: È Pentecoste, la discesa dello Spirito Santo che ricrea e fa nuove tutte le cose, nuova nascita, rinascita, resurrezione.


Leggiucchio, studicchio, spianicchio

Il mio primo maggio in Umbria va così.

Mi godo la casa dentro e fuori, fa freddo, ma c’è un bel sole.

Ci sono i gatti.

Ho finito di leggere La verità sul caso Motta di Mario Soldati.

Geniale anche questo romanzo, che nell’esame dei comportamenti socio culturali degli anni Trenta del Ventesimo secolo, introduce reminiscenze epico-fiabesche nei caratteri delineati alla luce della psicanalisi con echi pirandelliani.