Risveglio

Come iniziare meglio il nuovo anno che con la presa di coscienza di un avvenuto risveglio?

Nel bilancio del 2022, terribile nel bene e nel male, comunico il completamento del Corso di Alta Formazione in Archivistica Contemporanea presso l’Archivio Centrale dello Stato; tante  belle letture, immagini, musiche …

Tra i propositi del 2023 completare quanto già in corso e aderire a nuovi stimoli e diramazioni di quello che è un unico progetto di vita, guidato solo in parte da me.

Auguro a tutti di realizzare i propri sogni.

Qualche sera fa un’amica ha detto di sperare di realizzare il suo progetto, che non sa ancora bene quale sia.

Nessuno più di me può condividere questa volontà e speranza, con il mio girovagare nello studio e il mio cercare un lavoro o comunque un posto ben definito, ma con la coscienza che il viaggio già vale tutto!

Pasqua 2022: Via Crucis al Monte dei Cocci o Testaccio

Cerco di fissare qualcosa di questo periodo, bello e terribile? Non so neanche come definirlo.F3E4F06B-6FD5-4259-96DE-AB0FB9614B8E

Sono persa insieme alle certezze.

Sto approfittando della Pasqua per cercare di ritrovare il bandolo della matassa.

Di nuovo una Pasqua di paure e angosce, con la sensazione di aver perso tutto e poi di ritrovarlo.4576C8CC-0B0E-414D-9F04-34E9DB4D641F

È il covid che è così. Una realtà marziana.

Ritrovi un po’ il lavoro. Cerchi di aggiustare l’irreparabile, di contenere la massa d’acqua dell’angoscia e della paura.AB0E9FA6-68B7-4284-A0DD-1B78D3276BAF

Poi basta una video chiamata con gli amici lontani per ritrovarti e condividere.

La Pasqua del 2022 è quella della resurrezione delle piccole grandi cose. Dei messaggi, dei fiori, del vento.

Niente soluzioni risolutive solo la bellezza di un momento. Il colore036D93CE-A27E-4A73-85B0-6D163BD2E9EF del prato, il calore e la luce del fuoco, una temporanea sensazione di C4352906-F730-4F6B-A4CF-1EC50A71D8BDbenessere. Un bel film, un bel libro.428D712D-6EA5-4131-870E-1A76B6CB021C

La Via Crucis al Monte dei Cocci, poi saltano tutti gli altri 9C24BF43-5F18-4C30-A0A6-306ABF45C0D2appuntamenti del Triduo, ma li ritrovi leggendo nel silenzio del giardino quella Parola che si sintonizza con ogni filo d’erba, con il soffiare del vento e la compagnia di un gatto.

Storie di ordinaria follia

Quello che nun t’ammazza te rompe comunque li cojoni.

Dopo la follia della pandemia, ci mancava la follia dell’ennesima guerra, anche lei con il pericolo di espansione a livello mondiale.

Questa follia collettiva si va a sommare alle tante più o meno grandi follie personali.

Allora non sai più bene dove stai andando e cosa stai facendo.

Ma per fortuna poi scopri e ti ricordi che quello a cui ti sei attaccato per non impazzire del tutto, non è una scappatoia, ma quello che da senso non solo alla tua vita, ma alla follia collettiva.

E allora avanti, con stanchezza ed entusiasmo e, forse, un po’ meno rabbia e frustrazione.

Oops! Mi si è rovesciato il latte!

Forza e decoro sono il suo vestito e se la ride dell’avvenire

Eccomi ancora qui che, come una formica, con fatica, cerco di migliorare e prendermi cura di questa bellissima casa e del giardino, come prima e meglio di me hanno fatto i miei, con molto più sacrificio.

Ogni volta sento che ne vale la pena, anche se mi sembra sempre di fare un passo avanti e due indietro.

La stessa sensazione ho anche per le altre cose che amo fare.

La frustrazione di essere sola perché non capita e rifiutata, se va bene, per indifferenza, ma anche per invidia, mi deprime e mi fa venire voglia di isolarmi e mollare tutto. Ma solo per cinque minuti, perché la voglia di fare e di lottare è troppo forte.

E allora, con molta poca modestia, mi sento così:

… Ben superiore alle perle è il suo valore.

… Ella è simile alle navi di un mercante, fa venire da lontano le provviste.

… Pensa ad un campo e lo compra e con il frutto delle sue mani pianta una vigna.

Si cinge con energia i fianchi e spiega la forza delle sue braccia.

… Apre le sue mani al misero, stende la mano al povero.

Non teme la neve per la sua famiglia, perché tutti i suoi di casa hanno doppia veste.

… Forza e decoro sono il suo vestito e se la ride dell’avvenire.

Apre la bocca con saggezza e sulla sua lingua c’è dottrina di bontà.

Sorveglia l’andamento della casa; il pane che mangia non è frutto di pigrizia …

Elogio della donna forteProverbi, 31, 10-31

Work in progress

Il primo Natale nella casa “nuova” è trascorso, dopo diciotto anni, il primo Natale senza i miei gatti, senza la mia famiglia pelosa.

Comincia il nuovo anno tra perdite e novità:

L’auto nuova e il metano schizzato alle stelle.

Le visite guidate che, forse, cominciano a ripartire con l’apertura al pubblico dell’appartamento papale nel Palazzo Lateranense.

Lo studio che prosegue con i libri acquistati online e la didattica a distanza grazie alla scoperta del Centro Studi Santa Rosa.

Il corso di paleografia musicale appena terminato e un nuovo progetto universitario prosecuzione di uno “vecchio”.

Comincia il nuovo anno tra perdite e novità:

Cercando di capire come adeguare i progetti di sempre all’incertezza presente della pandemia.

Tra gioia e dolore.

Tra fede e disperazione.

 

Dono di compleanno

Lunedì 27 settembre giorno del mio compleanno ho sostenuto l’esame orale di fine corso della Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica dell’Archivio di Stato di Roma. Ma quello che considero il vero dono si è verificato il giorno del primo scritto.

La notte precedente non avevo dormito. È stata un’estate difficile, senza requie, mi sento stanca a livello mentale e di pensiero.

Talmente stanca, da rimanere sveglia con quel senso di ansia in agguato, pronto a venir fuori nel momento meno opportuno.

Così avevo addirittura accarezzato l’idea di non andare all’esame. Poi però ho pensato che almeno la passeggiata in centro mi avrebbe fatto bene.

Ormai nelle vicinanze, sento che qualcuno mi chiama con entusiasmo dall’altra parte della strada, è uno dei miei compagni di corso, lo raggiungo e mi dice: Dai abbracciamoci da lontano, tanto siamo tutti e due vaccinati!

Tutte le nuvole si erano già di colpo dissipate quando, arrivati anche gli altri, mi chiedono di scegliere la fatidica busta con il tema della prova scritta. È andata bene e mi hanno fatto scegliere anche la seconda due giorni dopo.

Poi quando dico che il giorno dell’orale è quello del mio compleanno, chi non era nel mio stesso turno mi ha chiesto: Almeno toccaci così ci porti fortuna. Sei così calma e solare che fai andare tutto bene.

Eccolo il dono! Affidarsi e ricevere l’affidamento altrui. Lasciar trasparire la gioia e non lasciarsi inghiottire dal buio rabbioso e frustrato, con la sensazione di essere figli di un Dio minore.

Always and forever looking for

Tornare a casa e ricevere l’illuminazione dalla scritta al neon sparata in cielo sopra l’ex mattatoio: monito, preghiera o mantra? IMG_6445

Forse solo ricordare perché vivere, per quelle cose che fanno battere il cuore più forte.

Altro suggerimento, guardare in modo positivo quello che si avvera, a prescindere dal modo e da chi vorrebbe rovinarti la festa, allora dai:

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La casa dei sogni: vista cielo

Quando il Covid ha cominciato a farsi sentire anche come disastro economico, ho pensato che sarei rimasta lì, inerme, mentre si sarebbe portato via i miei sogni e progetti, dal più piccolo al più grande.

Pensavo che avrei dovuto rassegnarmi a perdere la casa dei sogni.5A87066C-8146-4B25-A67C-B8142A62BDF5

È stata la mia amica sorella che, con grande semplicità, mi ha fatto notare che questa era l’ultima occasione, che non c’era più da aspettare e invece dovevo decidermi a cambiare casa.

Non pensavo che sarei riuscita a lasciare la casa dove avevo vissuto da quando ero nata e tantomeno avrei mai pensato di venderla.

Ho cominciato a contattare agenzie immobiliari e commercialisti, dopo circa due mesi, raccolte tutte le informazioni e ipotesi possibili, ho deciso: dovevo sfidare la pandemia rilanciando al meglio.

Sia io che l’agente immobiliare pensavamo che ci sarebbe voluto molto tempo e forse non saremmo neanche riusciti nell’intento, invece in tre giorni la casa era praticamente venduta.

Non ho ripensamenti: la mia bella casa avrà una nuova vita, con una famiglia giovane, con due bambini. Tutti i ricordi li porto con me.

La casa dei sogni è la casa di mia nonna.

Forse sarebbe più giusto dire la casa dei progetti. Proprio mia nonna mi ha insegnato come far avverare i sogni: una volta deciso quello che si vuole, si lavora senza tregua, fino ad arrivare alla meta. Non esiste pioggia o vento che possano impedire o rimandarne la realizzazione. Dritti alla meta, senza ripensamenti o dilazioni.

Nella casa dei sogni ho passato la mia infanzia, i genitori dei miei primi amici vivono ancora alla porta accanto. Nel palazzo c’è ancora chi mi conosce da sempre e che conosceva i miei nonni e i miei genitori. Era anche un loro sogno trasferirsi a vivere qui, di nuovo nel quartiere dove erano cresciuti e dove si erano conosciuti. A casa di mia nonna ho conosciuto Settimia Spizzichino.

Questa casa è piena di luce, non mi stanco ancora di guardare il film 09A86F93-F4EE-4EAD-A765-033916C96099delle nuvole che passano e delle chiome degli alberi che fanno a gara a chi mette prima le foglie e i fiori. Se mi affaccio vedo l’Aventino dove sono nata. Sotto, nella piazza c’è la chiesa.

Qualcuno non crede che ho rischiato, sofferto e rilanciato per andare al meglio: Testaccio è un quartiere più popolare rispetto a Monteverde. Vado a piedi in centro e ho la chiesa, il teatro, il cinema, il museo, i ristoranti letteralmente sotto casa, ma c’è il Covid non ci puoi andare.

Al posto della cantina c’è una piccola soffitta, un sottotetto, dalla terrazza condominiale si vede tutta Roma e oltre.B8A053A3-2216-4487-8E78-31F79E800428

Questa è la mia casa dei sogni.

Metà del mio progetto si è avverato, ancora una volta in un modo inaspettato e, dopo tanta attesa, improvviso e, nonostante tutto, molto fortunato.

Chissà che non sia l’ora anche dell’altra metà, senza pensarci, lavorarci o sperarci troppo?

Tra tanti no, ecco un grande, clamoroso: sì!

Uomini e topi

La coscienza affiorante a tratti, mentre la vita scorre in questo tempo senza tempo di pandemia, prende atto del continuo, repentino alternarsi di speranza e disperazione.

Quando tutto è finito di botto, dalla disperazione, sembra nascere la possibilità di un nuovo inizio, ma  gli sforzi di volontà devono accettare la delusione di puntuali no.

Eppure se si potesse tornare come prima, sotto sotto, si fa percepire la stanchezza e la pesantezza di un mondo ormai troppo sciatto.